Il vincolo della perfezione - EUN - Editrice Uomini Nuovi


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Il vincolo della perfezione

Rivestitevi, di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza. … La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente; istruitevi ed esortatevi gli uni gli altri con ogni sapienza; cantate di cuore a Dio … Qualunque cosa facciate, in parole o in opere, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù ringraziando Dio Padre per mezzo di lui (Colossesi 3:12-17).

Chi sono i destinatari di questa Parola? Ci viene presentato uno spaccato di un’umanità con caratteristiche molto simili alle nostre: uomini e donne che mancano di misericordia, di umiltà, di pazienza e capacità di perdono. La Parola di Dio diviene essenziale proprio nelle faccende umane normali come quelle che coinvolgono le relazioni interpersonali. La Parola di Dio è l’unica forza che riempie di sostanza la nostra esistenza altrimenti formata solo da egoismi, emarginazioni e litigi. Questa Parola è diretta proprio a noi e alla nostra generazione perché, nonostante apparteniamo alla civiltà cristiana e occidentale, restiamo prigionieri delle forze del dissidio e della malvagità.

Dove ci conduce questa Parola?

Un’immagine appare molto chiara in questa pagina biblica: una comunità di persone gioiose che ogni giorno sanno cantare. Un’immagine bella, molto affascinante perché la gioia e il canto sono manifestazioni di una realtà di pace e di libertà. Questa Parola ci conduce ad essere, forse, dei “folli”, persone in grado di avere libertà dai condizionamenti quotidiani, di avere speranza e sorriso nelle angosce delle nostre anime.

Una Parola che ci conduce fuori, oltre noi stessi, per vivere fino in fondo la potenza del vangelo, potenza raccolta in questo versetto: “Rivestitevi dell’amore che è il vincolo della perfezione” (versetto 14).

Questo nostro ascolto della Parola di Dio ci ha fatti arrivare ad un particolare traguardo: quello che presenta il vangelo di Cristo come prioritario su tutti e su tutto. Una priorità non semplicemente religiosa, ma umana e vivente.

Questa priorità si manifesta in precise indicazioni. Innanzitutto la Parola di Dio deve abitare con noi facendo della nostra vita la residenza stabile di ogni giorno. E vorrei sottolineare che si tratta di una residenza “normale”: non invochiamo questa Parola solo nel tempo della sofferenza o delle grandi passioni, ma siamo testimoni della sua forza di vita all’interno della quotidianità.

L’esortazione poi riguarda l’istruzione gli uni verso gli altri, cioè la nuova capacità di stare insieme accettando di essere sempre maestri e discepoli, conoscitori della verità e “ignoranti” alla ricerca della verità stessa. Un’istruzione abbondante di amore deve essere visibile nell’incontro fraterno affinché la sapienza sia quella dello Spirito Santo. La pagina biblica si conclude con l’invito: “Cantate di cuore a Dio!” Un movimento del nostro essere che certo coinvolge la nostra voce, ma anche tutto di noi per dare corpo alla realtà dell’amore riconoscente, maturato con la fede nella presenza del Signore Gesù Cristo. Sorelle e fratelli, il nostro ascolto della Parola di Dio si conclude con un richiamo all’umile saggezza dei poveri nello spirito; il nostro fare, sia esso perfetto o sempre segnato dall’inquietudine della presenza del peccato, avvenga nel nome del Signore Gesù, ringraziando Dio Padre!

Non restiamo spaventati da una Parola più grande di noi e da un cammino di fede impegnativo e forse al di là delle nostre forze, ogni cosa sia fatta nel nome di Gesù Cristo, il Signore!

 

Tratto dal nuovo libro

Credere e sperare di Giovanni Anziani